Monday, 24 June 2013

Thursday, 23 May 2013

La didattica per competenze. Convegno presso istituto Marconi 22 maggio 2013


MAURIZIO ROSINA dirigente tecnico val d'Aosta parla della SUA ESPERIENZA REGIONALE
Le parole chiave della competenza

1. Riordino in termine di apprendimenti ocse pisa
2. Più equità
3. La scuola denota incapacità di stare al passo con la società
4. Perciò la scuola deve essere più inclusiva
5. Accattivante
6. Attenta agli stili diversi
7. Meno selettiva
8. Più attenta alla valorizzazione delle competenze informali e non formali ( dls n 13 del 16 del2013)

Certificazione delle competenze non formali ed informali

In attuazione della legge n.92/2012, riguardante la riforma del mercato del lavoro per la crescita, emanata per rispondere alle sollecitazioni rivolte dall’Unione europea ai Paesi membri perché, in un periodo di crisi economica globale, si dotino degli strumenti legislativi comuni che consentano al maggior numero di persone di valorizzare le competenze acquisite in contesti non formali e informali, soprattutto sul lavoro, nella vita quotidiana e nel tempo libero,in data 11 gennaio 2013 il Consiglio dei Ministri ha approvato un provvedimento sul Sistema nazionale di certificazione delle competenze.
Carmela De Marco

Consideriamo “informale” l’apprendimento spontaneo, come avviene nella vita di tutti i giorni; mentre l’apprendimento non-formale è pianificato e ideato da un educatore, formatore o animatore che offre anche sostegno durante l’intero processo di apprendimento.

Benoit Mida Briot

A. Istruzione formale: studi accademici

B. Istruzione non formale: formazione professionale

C. Istruzione informale

Metodi di apprendimento utilizzati

A. Corsi in cui la relazione tra l’insegnante e il discente è di tipo “verticale”.

B. La relazione è “verticale”, come per gli studi accademici. I corsi teorici si possono alternare alla pratica. Durante la parte pratica è possibile essere affiancati dalla figura del tutor.

C. La relazione è interattiva tra il discente e l’ambiente che lo circonda: “learning by doing”. Spesso vengono utilizzati “l’educazione tra pari” e il “mentoring”

Contenuti

A. Principalmente generali. Definiti dalle strutture educative ufficiali.

B. Mirati all’acquisizione di competenze pratiche. Definiti dalle strutture

C. Scelti dal discente. Nessuna definizione, eccetto l'acquisizione di esperienze concrete

Possibili soluzioni secondo M. Rosina

1. Didattica per competenze
2. Nuove modalità di esercizio della autonomia funzionale delle reti delle scuole
3. Aggiornamento di dispositivi normativi ( es.contratto dei docenti)

4. Attenzione ai nuovi bisogno educativi

5. La multiculturalità
6. La consapevolezza dei disturbi specifici dell'apprendimento
7. Dei bisogni educativi speciali
8. La cittadinanza digitale ( in Val d'Aosta 49 classi con il tablet finanziato, 50% del totale)

9. Il tema della dispersione scolastica
10. Scuola deve essere più inclusiva
11. Personalizzata

Il piano didattico personalizzato è lo strumento per la realizzazione pratica delle indicazioni di indirizzo dello stato
www. Scuole.vda.it webecole piattaforma AM.I.CO per la scuola in rete. (In Val d'Aosta)
Il Territorio deve avere importanza all'interno dell'istituzione scolastica
Le scuole della Val d'Aosta saranno sottoposte a tre giorni di valutazione di competenze nel biennio
























Wednesday, 24 April 2013

Bloom's taxonomy

Why not using it with our students in class, showing them which skills and abilities are involved in the different learning- teaching activities?
Source: educatorstechnology.com

Saturday, 20 April 2013

A different Day, the interactive white board won't work.

Prof., possiamo fotografare la lavagna? È la prima volta che usa il chalkboard, quest'anno. Urgently some sort of meditation is needed. Students seem to be even more conservative than grown-ups. Any suggestions?

Monday, 15 April 2013

Cognitive and metacognitive skills

Non esistono materie in cui siamo portati o no. Tutto si impara, se motivati a farlo. Il compito del docente dovrebbe essere questo: agire in modo tale che l'allievo si senta incuriosito , spinto dal desiderio (de sideribus, ma sì usiamo anche il latinorum!) di scoprire qualcosa di nuovo e di scoprirlo insieme agli altri. Non facciamo come Mr. Gradgrind, in Hard Times, with "his little pitchers .... who were to be filled so full of facts" ( ma sì usiamo anche l'inglesorum!)

http://www.educatorstechnology.com/p/blog-page_9.html



Thursday, 7 March 2013

La valutazione in un mondo digitale

L'aspetto didattico che voglio affrontare oggi nasce da una riflessione che già da tempo sto facendo, soprattutto quando l'uso della tecnologia in classe si fa più intenso: valutare il prodotto dei nostri alunni, sia esso una power point presentation, un pod cast, o un libro multimediale in un ambiente di group work o
Al di là del personale percorso e della estensività dell'uso dei device in classe che ognuno di noi ha fatto e /o continuerá a fare, il problema della valutazione, soprattutto nella scuola italiana, acquisisce un'importanza non indifferente. Oggi dopo la giornata Oxford a Padova, Teaching English in a digital world, ho voluto sfogliare l'interessante libro offerto " Come insegnare inglese con le nuove tecnologie" di Gordon Lewis OUP e sono andata immediatamente al paragrafo "Valutare le attività che si basano sulla tecnologia" e ho trovato ciò che cercavo e di cui sono un'attenta sostenitrice: la griglia di valutazione. È basata sostanzialmente su aspetti peraltro conosciuti ,ma declinati in modo semplice e chiaro: organizzazione accuratezza , contenuto e aspetto. Inoltre nella parte dedicata ai siti utili ci sono indicazione per accedere a siti che aiutano a creare a sviluppare griglie che possono esserci utili nel percorso di learning teaching.